Nel gennaio 2023 Brent Hecht, director of Applied Science di Microsoft, scrisse un memo interno. Secondo il brief che lo cita, Hecht prevedeva che milioni di persone nel mondo avrebbero presto considerato "un furto sbalorditivo di proporzioni senza precedenti" il fatto che i grandi modelli aspirino tutto il loro lavoro. Nello stesso memo avrebbe definito quella pratica "il più grande furto di lavoro della storia umana".
Il memo compare negli atti della causa per violazione del copyright che il New York Times ha intentato contro OpenAI e Microsoft a fine 2023. Il giornale ha depositato un brief costruito su dichiarazioni e documenti delle due aziende convenute e ha chiesto al tribunale un giudizio sommario. Lo ha riportato Tom's Hardware il 18 settembre 2026.
Il New York Times sostiene che OpenAI e Microsoft abbiano violato il suo copyright su migliaia di articoli. Le aziende dell'AI considerano fair use la raccolta di dati dal web per alimentare i modelli. Per Tom's Hardware il brief potrebbe complicare la difesa di OpenAI, perché mostra che i vertici di entrambe le aziende conoscevano le possibili ripercussioni dello scraping sul mercato.
Negli atti ci sono anche comunicazioni interne di OpenAI. In quelle comunicazioni Nick Turley, responsabile di ChatGPT, ha definito ChatGPT una "minaccia esistenziale" per i publisher, perché i chatbot sono "in larga parte sostitutivi" e "diventeranno sempre più sostitutivi man mano che miglioreranno".
Nel 2023, mentre ChatGPT cresceva, i dati di Microsoft mostravano che Copilot riduceva fino al 93% il tasso di clic verso il New York Times rispetto alla ricerca di Bing. In un altro memo Hecht chiamava il fenomeno "doom loop" e scriveva che avrebbe danneggiato "le prestazioni dei nostri modelli e l'intero web allo stesso tempo".
Un altro documento Microsoft citato nel brief scrive che "quasi nessuno" dei creatori voleva che i propri contenuti fossero usati in questo modo. E aggiunge che gli autori restano senza compenso.
La causa riguarda un giornale e i suoi articoli. La domanda che solleva, cioè chi debba beneficiare del lavoro che i modelli assorbono, arriva ben oltre le aule di tribunale.
Il 13 settembre 2026 Chester Wisniewski, esperto di sicurezza informatica da più di vent'anni, ha pubblicato sul suo blog un'analisi su come l'AI stia distruggendo i beni comuni creativi. Scrive soprattutto di software open source. I modelli linguistici, osserva, "consumano tutto ciò che trovano online, senza riguardo per copyright o licenza".
"Il contratto sociale è stato infranto", scrive Wisniewski. Secondo lui l'AI ha trasformato la condivisione della conoscenza da dono al mondo in un rischio per l'autore. L'apertura, prevede, verrà piegata a creare ricchezza e potere più concentrati, "senza rispetto e senza riconoscimento per chi ha fatto il vero lavoro".
Qualche settimana prima la Toronto Metropolitan University aveva ospitato, dal 19 al 22 agosto, il 25° congresso del Basic Income Earth Network (BIEN), dedicato al reddito di base di fronte alla policrisi. Vi hanno partecipato quasi settecento persone da oltre trenta paesi.
Al Taiwan UBI Forum, dentro il congresso, il parlamentare taiwanese Ju-Chun Ko ha ripreso l'idea di una Universal Basic AI e ha chiesto di studiare un accesso paritario dei cittadini alla potenza di calcolo e alla produttività dell'AI. Ha proposto anche un AI Coin come veicolo per distribuire a tutti i dividendi della tecnologia, in uno scenario di rapida crescita della produttività dell'AI.
Pin-I (Henry) Lee, membro del consiglio direttivo di UBI Taiwan, ha presentato un esperimento avviato insieme a un'azienda. JUJI, il marchio fintech di Gogolook, ha destinato una parte dei propri utili a Life Rewrite, il primo esperimento di reddito di base in Taiwan sponsorizzato da un'impresa. Il programma prevede 10.000 dollari taiwanesi al mese, senza condizioni, per dodici mesi, a tre partecipanti scelti con sorteggio e colloqui.
Secondo Lee, l'innovazione sociale che vive di raccolte fondi una tantum fatica a costruire risorse stabili. Legarla al modello di business di un'impresa può invece creare un circolo virtuoso fra impegno sociale e valore del marchio.
Joyce Chiu, ricercatrice di UBI Taiwan, propone di valutare il reddito di base con la system dynamics. Oltre alla spesa pubblica e al reddito in più dei beneficiari, chiede di osservare i circuiti di retroazione fra le variabili sociali.
Il suo modello indica quattro possibili percorsi di lungo periodo, e uno riguarda il valore del lavoro umano. Quando le persone dipendono meno dal salario del mese per vivere, ipotizza il modello, potrebbero avere più spazio per formarsi, cambiare carriera o rifiutare condizioni di lavoro inadatte. La ricerca presenta questi percorsi come ipotesi da verificare con esperimenti e dati.
Il brief cita anche un'altra frase di Hecht, dallo stesso memo sul doom loop. "È molto insolito che un prodotto finale minacci le fondamenta economiche dei suoi fornitori essenziali", scriveva, "ma è la situazione che abbiamo creato per il nostro business degli LLM rispetto alla sua 'catena di fornitura dei contenuti'".
Fonti
- Tom's Hardware - Microsoft director called AI scraping 'the largest theft of labor in human history' (18 settembre 2026)
- Chester Wisniewski - AI and the Destruction of the Creative Commons (13 settembre 2026)
- BIEN - UBI Taiwan al BIEN Congress 2026, panoramica del Taiwan UBI Forum
- BIEN - UBI Taiwan e JUJI, il programma Life Rewrite
- BIEN - Joyce Chiu, system dynamics e reddito di base