Ogni mestiere ha le sue attività da principiante: quelle che si danno a chi è appena arrivato e da cui, un po' alla volta, si impara il resto. Secondo un rapporto di Talogy, tra i compiti affidati all'AI ci sono spesso proprio queste. Sono le attività da cui i lavoratori meno esperti acquisiscono le competenze che poi li portano verso ruoli di responsabilità.
Un rapporto di WTW parte da un sondaggio condotto su oltre 7.000 dipendenti e più di 500 datori di lavoro, e registra quella che la società chiama "capability anxiety": i lavoratori riconoscono che il lavoro sta cambiando, ma non sono sicuri di riuscire a tenere il passo di questa trasformazione.
Per sapere che cosa si perde quando una mansione entry level passa all'AI, un'azienda dovrebbe conoscere le capacità che quella posizione permetteva di acquisire. Ma WTW rileva che solo il 30% dei datori di lavoro ha attivato processi per identificare e monitorare le competenze dei propri dipendenti. Questo significa che sono poche le aziende che hanno un modo organizzato di controllare che cosa sanno fare le persone che lavorano per loro.
Un secondo numero riguarda i manager: la quota di lavoratori che dichiara di ricevere da loro un supporto allo sviluppo è scesa dall'84% al 78% negli ultimi quattro anni. Oggi, quindi, meno persone di allora dicono di avere un responsabile che le aiuta a crescere.
Jill Havely, global employee experience leader di WTW, dichiara: "La trasformazione della forza lavoro ha più probabilità di successo quando i dipendenti possono vedere un percorso chiaro verso la crescita e le organizzazioni hanno l'infrastruttura per supportarla."
Quando l'azienda offre meno sostegno, resta un'altra strada per imparare: pagarsi la formazione da sé. Che cosa comporti, lo mostra un sondaggio di Penn Foster su adulti americani, che collega il costo della vita alla crescita professionale. Un intervistato su quattro si sente meno sicuro, rispetto a tre anni fa, della propria capacità di costruire una carriera stabile. Quanto si possa investire di tasca propria lo indica un secondo dato: il 70% dice che non spenderebbe più di 2.500 dollari per prepararsi a una nuova carriera, e una quota analoga vorrebbe completare la formazione in meno di un anno.
Finora il costo della formazione ricadeva su aziende e persone. In Inghilterra c'è anche una proposta che passa da un fondo pubblico, il growth and skills levy, da 4 miliardi di sterline l'anno, che finanzia il sistema nazionale degli apprendistati. Secondo The Guardian, i ministri stanno valutando di far pagare alle aziende il 25% in più per formare gli apprendisti over 25. Il motivo dichiarato è un calo del 40% nelle iscrizioni ai programmi di apprendistato giovanile nell'ultimo decennio. La quota di under-19 si è quasi dimezzata in dieci anni. Un esperto vicino al governo ha commentato: "I datori di lavoro non la prenderanno bene. Era stato detto loro 'sono i vostri soldi, decidete voi'. Ma il sistema al momento non funziona."
Esiste anche un altro caso da citare, e qui a muoversi non sono le aziende e nemmeno il governo, bensì una band heavy metal. I Metallica, attraverso la no-profit All Within My Hands, hanno avviato la Metallica Scholars Initiative, un programma di formazione professionale che lavora con community college e scuole di mestiere.
Tra gli studenti c'è Dillon O'Toole, 25 anni, laureato in fisica, che per due anni non aveva trovato lavoro nel suo campo. Ha aderito al programma e si è iscritto a un corso di advanced manufacturing al SUNY Westchester Community College, reso gratuito dai fondi Metallica e SUNY Future of Work. Entro un mese dall'inizio dei nove mesi di corso aveva già trovato lavoro. A giugno ha finito il programma e oggi guadagna 20 dollari l'ora.
Se imparare lavorando oggi è diventato molto più complicato, chi si deve occupare della formazione professionale dei più giovani o di chi vuole riqualificarsi? Nei casi raccontati compaiono soggetti molto diversi: i manager dentro le aziende, le persone (nei limiti di ciò che sono disposte a spendere), il governo inglese con il fondo per gli apprendistati (per ora solo un'ipotesi allo studio), una band con la sua no-profit. E nel nostro paese, quali strade si potrebbero percorrere?