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Lavoro e organizzazione

Quando l'AI cerca i candidati da sola, che cosa resta da fare al recruiter?

Martedì 20 ottobre 2026 · 2 minuti di lettura · settimana 43

Workday ha annunciato un agente AI che monitora le posizioni aperte, trova candidati qualificati e coordina i colloqui. Le aziende clienti possono stabilire quali passaggi svolge da solo e quali richiedono una revisione umana.

Workday, che sviluppa software per la gestione delle risorse umane e della finanza aziendale, ha presentato nuovi agenti AI che definisce "autopiloti". Tra questi, uno è dedicato alla selezione del personale, un altro segnala dati mancanti o potenziali problemi prima dell'elaborazione degli stipendi. Joel Hellermark, chief AI officer dell'azienda, descrive così il cambio di paradigma rispetto agli strumenti precedenti: "Until now, AI has worked like a copilot (helpful, but only when you ask it something). That's not enough anymore. Our agents work like autopilots (they get the work done on their own, and bring people in exactly when their judgment makes the difference)."

Un autopilota per la selezione tiene d'occhio le posizioni aperte e individua quelle a rischio di non essere coperte nei tempi previsti. Poi cerca candidati qualificati, prepara i messaggi di contatto per i recruiter e coordina i colloqui, accompagnando così il percorso dalla posizione scoperta fino al colloquio fissato. Le aziende clienti possono scegliere quali azioni vengono eseguite in automatico, quali richiedono una revisione umana e quando la decisione finale spetta a una persona. Il confine tra macchina e intervento umano può quindi tracciarlo l'azienda che adotta lo strumento.

Il copilota, nelle parole di Hellermark, aiuta solo quando glielo si chiede, quindi l'iniziativa resta al recruiter. Con l'autopilota il lavoro avanza da solo e una persona viene coinvolta quando il suo giudizio fa la differenza. Condurre un processo e intervenire in un processo condotto da altri sono due modi diversi di fare lo stesso mestiere.

Ma cosa cambia per chi cerca lavoro? Se è l'agente a individuare i profili qualificati, una parte della prima selezione viene affidata a uno strumento automatico. Diventa quindi importante capire quali criteri guidano questa selezione, quali informazioni vengono considerate e in che modo una persona può verificarne l'esito.

Anche per l'azienda, la scelta di quali attività automatizzare può cambiare il modo di lavorare di chi seleziona. Se l'agente cerca i profili e prepara i messaggi, un recruiter potrebbe, per esempio, usare il tempo guadagnato per colloqui più approfonditi con i candidati. Oppure il tempo risparmiato potrebbe essere assorbito da altre posizioni da seguire.

L'automazione, quindi, non pone soltanto la questione di quali attività affidare a una macchina, ma anche di come ripensare quelle che restano alle persone. Come dovrebbe cambiare il lavoro del recruiter perché il tempo liberato dall'AI si traduca in un contributo di maggior valore per l'azienda e per chi cerca lavoro?

Fonti

  1. Workday brings autopilots to hiring, payroll in autonomous AI bet
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