Immaginate la riunione di direzione di un'azienda come la vostra. L'amministratore delegato annuncia che chi vuole potrà lavorare quattro giorni a settimana, perché l'AI ha liberato tempo. Applausi. Poi chi dirige le risorse umane scorre l'elenco del proprio organico e si ferma su due persone. La prima sviluppa software, è già a 36 ore e il venerdì libero lo ottiene senza perdere un euro. La seconda risponde ai clienti, è a 40 ore e il venerdì è il giorno in cui deve comunque alzare il telefono.
La scena, ipotetica, è ispirata alla vicenda di TeamSystem, gruppo che sviluppa piattaforme digitali per la gestione di imprese e professionisti. Il 5 ottobre 2026 ha comunicato che i suoi dipendenti, su adesione volontaria, potranno lavorare quattro giorni alla settimana anziché cinque. La settimana scende a 32 ore e, secondo il comunicato dell'azienda, le condizioni retributive e di welfare restano invariate. La notizia è positiva per molti, ma l'articolo pubblicato il 4 ottobre sul Corriere della Sera, firmato da Rita Querzè, aggiunge qualche dettaglio rilevante in più.
Già nel 2022 il gruppo aveva introdotto la settimana da 36 ore, con il venerdì pomeriggio libero, e nel 2026, scrive l'azienda, l'adesione a quel modello ha raggiunto l'85%. Il Corriere riferisce che quel primo passo aveva comportato una riduzione minima della retribuzione. Oggi, sempre secondo il Corriere, chi è a 36 ore e passa a 32 mantiene lo stipendio, ma chi passa da 40 a 32 vede una riduzione del 10% in busta paga, a fronte di un quinto di ore in meno.
Sul perché l'azienda possa permettersi la novità, il comunicato è netto: a rendere possibile il passo contribuisce soprattutto l'integrazione crescente dell'AI nei processi interni. L'amministratore delegato Tommaso Cohen sostiene che l'AI "libera tempo ed energie" da destinare alle attività in cui conta il contributo umano. Il testo porta un numero di adozione: nei progetti pilota l'uso interno ha superato l'82% delle persone coinvolte, con punte del 99% nel reparto di ricerca e sviluppo.
Tutti questi dati sono diffusi da TeamSystem, ed è importante ricordare che l'azienda, tra le tecnologie che vende ai clienti, elenca anche quelle basate sull'AI. Prendiamo quindi queste informazioni con le dovute cautele.
Il 30 giugno si era tenuto l'incontro nazionale annuale previsto dal contratto collettivo, con le rappresentanze sindacali unitarie e con Fim Cisl e Fiom Cgil, i sindacati di categoria di Cisl e Cgil. Secondo il loro comunicato del 2 luglio, TeamSystem ha annunciato l'intenzione di introdurre la settimana corta "a partire dal mese di novembre", raccogliendo nei mesi successivi le manifestazioni di interesse. Fim e Fiom scrivono che "nessuno deve sentirsi sottoposto ad alcuna pressione" nel decidere. Riferiscono anche che nell'incontro è emerso il problema di chi dovrà comunque lavorare il venerdì nei team di assistenza ai clienti. Vogliono un accordo uniforme e non penalizzante, e su questo l'azienda si è detta pronta a collaborare.
Se il tempo liberato si concentra dove si sviluppano i prodotti e la presenza resta necessaria dove si risponde ai clienti, il venerdì libero rischia di dividere l'azienda. Per ora è solo un rischio, certo, ma è un punto su cui varrebbe la pena riflettere.
Nella vostra azienda, se l'AI liberasse davvero ore di lavoro, con quali regole decidereste a chi restituirle, e che cosa riservereste a chi non può fermarsi?