← exxodus.ioSettimana 45 · 31 ottobre–6 novembreNewsletter
EXXODUSreport

Osservatorio sulla transizione del lavoro

Lavoro e organizzazione

Dove è finito il tempo che l'AI vi ha fatto risparmiare?

Giovedì 5 novembre 2026 · 4 minuti di lettura · settimana 45

Il 97% delle organizzazioni non riesce a ridurre le spese con la sola produttività generata dall'AI, e solo il 21% del tempo risparmiato è stato reindirizzato verso un lavoro più innovativo.

Tre quarti dei membri dei consigli di amministrazione si aspettano che l'AI restituisca in risparmi e produttività i soldi che l'azienda ci spende. Gartner, società di analisi su imprese e tecnologia, presenta però un dato che stride con questa attesa: il 97% delle organizzazioni non riesce a ridurre le spese con la sola produttività generata dall'intelligenza artificiale.

La spesa, intanto, continua a salire. CV Viverito, senior director analyst nell'area risorse umane di Gartner, ha dichiarato in un comunicato: "Il 38% delle aziende è oltre il budget sull'AI e l'85% riferisce di avere in programma di spendere ancora di più il prossimo anno". E ha aggiunto: "In definitiva, a questo punto le organizzazioni non genereranno risparmi sui costi grazie all'AI". Chi investe, dunque, paga oggi per un ritorno che, nella gran parte dei casi, ancora non si vede.

Il report, ripreso il 29 ottobre 2026 dalla testata HR Dive, indica anche dove l'ingranaggio si inceppa. Una prima risposta riguarda il tempo. Gartner ha intervistato più di 1.800 dipendenti ed è emerso che solo il 21% del tempo che l'AI ha fatto risparmiare è stato reindirizzato verso un lavoro più innovativo. Secondo Viverito la difficoltà sta nel trovare una direzione: "Non si fa fatica a creare capacità: sta già accadendo, mentre le organizzazioni ridisegnano il lavoro". E prosegue: "Ciò con cui le organizzazioni faticano è rendere quella capacità utilizzabile e orientarla verso ciò che ha valore".

Le fonti non dicono dove sia andato il resto del tempo risparmiato. Per chi gestisce persone, quel tempo liberato potrebbe finire in altro lavoro, in una pausa o in nulla di preciso.

Decidere come investire quel tempo presuppone di sapere dove serve davvero impiegare l'AI, e qui Gartner segnala un secondo punto debole: il 78% dei leader non è allineato su come l'intelligenza artificiale sia utile nella propria organizzazione. Arj Bagga, vice president analyst nell'area risorse umane di Gartner, ne indica la conseguenza: "Senza una visione condivisa di dove l'AI conta di più per l'organizzazione, c'è una disconnessione su come posizionare la forza lavoro e, in ultima analisi, su come catturare valore dagli investimenti in AI".

Bagga individua anche uno scarto nel modo di pensare di chi guida: "Molti leader vedono l'AI come un catalizzatore per lavorare in modo diverso, ma il loro approccio è ancorato a come il lavoro si fa già oggi". Il suo consiglio è partire quindi dalle possibilità e solo dopo adattarle alla realtà.

Fin qui hanno parlato dirigenti e analisti, altrettanto interessante è capire anche come il cambiamento arriva a chi lavora. Gallup, istituto di ricerca statunitense, ha pubblicato il 28 ottobre 2026 la rilevazione del terzo trimestre sul coinvolgimento dei lavoratori americani, cioè la quota di dipendenti più disposti a fare uno sforzo in più per gli obiettivi dell'organizzazione. Bene, questa quota è scesa al 29%, il livello più basso registrato dal 2011. Il calo più forte interessa chi lavora da remoto o in modalità ibrida in organizzazioni che hanno adottato l'AI. Nel secondo trimestre questi dipendenti erano più coinvolti dei colleghi di altre aziende: di otto punti tra gli ibridi, di cinque tra chi è interamente da remoto. Nel terzo trimestre il vantaggio si è ridotto a due punti in entrambi i gruppi.

Gallup riporta anche due segnali che toccano la vita quotidiana di chi lavora. La quota di chi dichiara con piena convinzione di sapere che cosa ci si aspetta da lui è scesa di tre punti, dal 49% al 46%. E quella di chi è del tutto d'accordo sul fatto che qualcuno al lavoro tenga a lui come persona è passata dal 40% del primo semestre 2026 al 37%.

Gallup presenta il nesso con l'AI come un'ipotesi: i dati fanno chiedere se comunicazione e sostegno dei manager stiano tenendo il passo con l'introduzione dell'AI. Fra le possibilità indicate c'è anche che la distanza fisica contribuisca a una distanza psicologica tra i dipendenti e l'organizzazione. In un'analisi di luglio, tra i fattori legati all'AI che aveva studiato, il sostegno attivo dei manager risultava quello con la relazione più forte con il coinvolgimento.

I dati di Gartner e di Gallup misurano cose diverse e non si possono sommare. A nostro avviso descrivono però lo stesso vuoto, visto da due lati. Dal lato di chi decide c'è un tempo liberato che solo in parte (il 21%) si muove verso il lavoro più innovativo, e ci sono leader che non concordano su dove l'AI serva. Dal lato di chi lavora ci sono meno persone coinvolte o che sanno che cosa ci si aspetta da loro.

Il tempo è il punto in cui i due lati si toccano. Per un'azienda un'ora liberata è capacità, per chi lavora è un pezzo di giornata, e che diventi un sollievo, un carico in più o un buco che nessuno vede dipende da come viene seguita.

Un'azienda che non osserva, non misura e non progetta il tempo che l'AI libera non sa che cosa ne è stato. Lo stesso vale per il valore che si aspetta e per il coinvolgimento di chi lavora, e ciò che non si vede non si può né orientare né proteggere.

Fonti

  1. Companies are not saving money with AI, Gartner finds
  2. Employee engagement in U.S. hits lowest point in 15 years
Torna alla prima pagina