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Coordinamento sociale

Nel tech i lavoratori non hanno una leva contrattuale

Mercoledì 14 ottobre 2026 · 3 minuti di lettura · settimana 42

Quando i tassi di interesse sono saliti, le aziende tech hanno smesso di trattare bene i dipendenti e hanno iniziato a colpire chi si organizzava. Il problema, però, nasce prima: nel tech nessuno sa ancora dove appoggiarsi per esercitare una pressione concreta.

Nel lavoro tech c'è un problema che si è acuito in un momento preciso e databile. Fino al 2022 queste aziende trattenevano i loro talenti con benefit generosi, ampia discrezionalità nei ruoli e allineamento ai valori progressisti dei dipendenti. Era il prezzo di un mercato del lavoro che favoriva chi lavorava: chi era scontento trovava un altro impiego in poche settimane, e le aziende lo sapevano bene. Poi i tassi di interesse sono saliti, il mercato si è ristretto e la logica è cambiata.

Quello che è seguito, come documentano JS Tan e Clarissa Redwine in "Against Tech Oligarchy: Worker Resistance in the World's Most Powerful Industry", è andato oltre il taglio dei costi. I licenziamenti hanno colpito i team DEI (diversità, equità e inclusione), le divisioni di etica dell'AI e i ruoli di moderazione dei contenuti, cioè le sacche di resistenza organizzata, con l'obiettivo esplicito di ridefinire l'equilibrio di potere tra lavoratori e management. Le aziende si sono spostate a destra per stroncare la politica progressista che aveva alimentato il conflitto interno, più che per convinzioni ideologiche proprie.

Il problema, però, viene da più lontano del 2022. Tan e Redwine sostengono che il modello tradizionale di sindacalizzazione si adatta male al tech. In altri settori i lavoratori sanno dove sta la loro leva contrattuale, quella che, se usata, ferma davvero l'altra parte. Nel tech quella leva è molto meno visibile. Il New York Times Tech Guild ha organizzato uno sciopero il giorno delle elezioni presidenziali, la data più visibile dell'anno, con un'alta partecipazione. Le operazioni dell'azienda sono andate avanti senza interruzioni significative.

Questo limite riduce l'efficacia di qualsiasi strumento di pressione. Il lavoro di un ingegnere o di un moderatore di contenuti può valere zero un giorno e generare profitti enormi il giorno dopo, per ragioni che il lavoratore non controlla. Per questo uno sciopero nel settore può passare inosservato, ed è anche per questo che la sindacalizzazione classica incontra un muro.

L'organizzazione sindacale nel settore ha raggiunto il suo punto più basso nel 2024 e all'inizio del 2025. I licenziamenti mirati del 2022-2025 hanno smantellato le sacche di resistenza. Il risultato, come osserva Redwine, è un settore più proletarizzato in senso materiale (meno certezze, meno potere contrattuale individuale) ma meno organizzato collettivamente, perché l'ambiente è più ostile e il mercato del lavoro ha smesso di favorire i lavoratori.

Ora, secondo Tan e Redwine, una nuova ondata sta emergendo proprio attorno alle questioni legate all'AI. La dinamica trova riscontro anche nell'opinione pubblica. Un'indagine condotta tra il 2024 e il 2025 in 11 economie avanzate (Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti, per un totale di 24.493 intervistati) mostra che la domanda di regolamentazione dell'AI è massima quando la perdita di posti di lavoro non porta profitti aggiuntivi alle imprese. Cala in modo significativo quando nello stesso tempo vengono creati nuovi posti. I cittadini chiedono regole sulla sicurezza tecnica dei sistemi AI e, più ancora, su chi incassa i guadagni e chi sopporta i costi.

Questa richiesta politica non ha ancora trovato una risposta organizzativa nel settore tech. Resta aperta una domanda: dove sta la loro leva contrattuale? Tan e Redwine sostengono che la troveranno solo avviando conflitti concreti con il management su questioni specifiche, molto prima che qualcuno pronunci la parola "sindacato".

Finché manca una risposta, qualsiasi altro strumento rischia di non produrre effetti.

Fonti

  1. Tech Workers’ Leverage Over Employers Is Shifting
  2. Voters Want AI Regulated for Jobs, Not Just Safety
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