Nella primavera del 1902, il prezzo della carne kosher sul Lower East Side di New York saltò dal 12 ai 18 centesimi alla libbra in poche settimane. La causa era un piccolo gruppo di grandi imprese del settore della carne - il beef trust - che aveva consolidato il controllo del mercato. Fanny Levy e Sarah Edelson organizzarono i loro vicini porta a porta lungo Monroe Street, picchettarono le macellerie, salirono sulle bimah durante le funzioni del sabato e distribuirono volantini con un teschio e un messaggio semplice: "Non mangiare carne finché il Trust la strappa dalle ossa delle vostre donne e dei vostri figli." Circa 20.000 newyorkesi aderirono. Le vendite crollarono. In poche settimane il prezzo scese a 14 centesimi.
Sam Levine, del Dipartimento per la protezione di consumatori e lavoratori di New York City, ha usato questa storia su The Nation per descrivere cosa si perde quando il potere economico smette di essere visibile. Levine immagina la stessa lotta oggi: Sarah Edelson apre un'app di consegna e vede un prezzo per la carne. Fanny Levy apre la stessa app e ne vede un altro. La donna del piano di sopra ne vede un terzo. L'azienda sa cosa ha comprato ognuna di loro, dove abita, quali alternative ha nelle vicinanze. Forse riesce a stimare con quanta urgenza ciascuna debba ordinare, per esempio prima dello Shabbat. Ognuna vede solo il prezzo offerto a lei. Cosa va scritto sul volantino? Che numero grida Sarah dalla bimah?
Questa domanda non riguarda solo i prezzi al supermercato. La stessa logica si applica al lavoro: un salario tarato sul minimo che il sistema stima ogni singolo lavoratore sia disposto ad accettare. Le aziende, scrive Levine, hanno trascorso anni a costruire questa infrastruttura - raccogliendo dati, tracciando comportamenti, testando le risposte individuali. L'AI rende quella macchina più potente e ne estende la portata.
La California rivendica un quadro "all'avanguardia nel paese" per proteggere lavoratori e consumatori. Nell'ultima settimana di settembre 2026 il governatore Gavin Newsom ha firmato una serie di leggi sul lavoro e l'AI. La più rilevante è SB 947, il "No Robo Bosses Act": dal 1° luglio 2027 i datori di lavoro californiani non potranno affidarsi esclusivamente a sistemi decisionali automatizzati per decidere licenziamenti o sanzioni disciplinari. Se l'algoritmo è il driver principale, un essere umano dovrà verificare la decisione usando documentazione concreta - valutazioni, fascicoli del personale, altri atti. I lavoratori avranno il diritto di richiedere una descrizione dei dati usati dal sistema, e i datori dovranno notificare per iscritto l'uso dell'ADS. Una versione precedente della stessa legge era stata bocciata da Newsom l'anno prima, criticata come portatrice di "requisiti di notifica poco mirati" e "restrizioni eccessivamente ampie" sugli strumenti AI.
Il senatore di Stato Jerry McNerney, co-autore di SB 947, ha dichiarato che la legge vuole garantire la supervisione umana dell'AI, sottolineando che la tecnologia è "soggetta a errori, pregiudizi e giudizi errati". "Nessun lavoratore dovrebbe mai essere licenziato o sanzionato da un robo boss", ha detto McNerney.
Newsom ha firmato anche SB 951, che modifica il Cal/WARN richiedendo ai datori di lavoro di notificare i licenziamenti di massa causati in tutto o in parte dall'AI, specificando le occupazioni coinvolte e i sistemi responsabili. Due leggi sulla sorveglianza completano il pacchetto: AB 1331 limita l'uso di strumenti di monitoraggio nei bagni aziendali; AB 1883 vieta la raccolta di dati neurali e il riconoscimento dello stato emotivo dei lavoratori, un'area già regolata nell'Unione Europea.
Sul fronte della tutela individuale, i confini tra infrastruttura di controllo e violazione dei diritti di base emergono in modo più diretto nella class action depositata da A Better Balance e dallo studio legale Emery Celli Brinckerhoff Abady Ward & Maazel contro Amazon in un tribunale federale di New York. L'azione - la prima di questo tipo - riguarda lavoratrici incinte di magazzini Amazon in tutto il paese. Jennifer Hatch di Buffalo sostiene che Amazon le abbia negato pause brevi e il permesso di sedersi, licenziandola poi dopo un ricovero ospedaliero legato alla gravidanza. Willamina Barclay, Kristina Green e Dazaria Parks, le altre tre lavoratrici che guidano la causa, descrivono situazioni analoghe: richieste di pause negate, licenziamenti dopo emergenze mediche, penalizzazioni per il tempo legalmente protetto dedicato all'allattamento. Il Pregnant Workers Fairness Act, la legge federale invocata dal ricorso, garantisce accomodamenti ragionevoli per la gravidanza. A febbraio 2026, l'Equal Employment Opportunity Commission aveva già accertato che esistevano ragioni fondate per ritenere che Amazon violasse sistematicamente quella legge a livello nazionale.
Lo stesso vale per i diritti sul tempo libero: una ricerca dello Shift Project propone dei benchmark per valutare se le leggi statali e locali sul congedo per malattia retribuito vengano rispettate. Diciotto stati e quasi due dozzine di città hanno approvato norme di questo tipo negli ultimi vent'anni, coprendo complessivamente circa 50 milioni di lavoratori. La quota di lavoratori del settore privato con accesso al congedo per malattia retribuito è salita dal 63% del 2011 al 77% del 2023. Ma la compliance resta un problema strutturale che i ricercatori Mike Papadopoulos e Daniel Schneider affrontano costruendo benchmark di valutazione sistematica.
Il quadro che si forma è coerente. La capacità delle aziende di esercitare potere in modo granulare - lavoratore per lavoratore, lavoratrice per lavoratrice - matura più in fretta dei meccanismi collettivi e giuridici pensati per tenerla in equilibrio. Le leggi californiane stabiliscono che una macchina non può essere l'unico giudice. La class action contro Amazon testa se la legge federale valga anche dentro i magazzini di uno degli employer più grandi del paese. I benchmark dello Shift Project cercano di misurare quanto le regole sul tempo libero retribuito vengano rispettate. Il 5 ottobre i rappresentanti delle grandi aziende dell'AI parlano davanti al Consiglio comunale di New York, e Levine si chiede di chi facciano davvero gli interessi gli agenti automatizzati che comprano e negoziano per conto dei consumatori.
Fanny Levy e Sarah Edelson sapevano il prezzo. Lo sapevano tutti. Era questo a rendere possibile la lotta.